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Calestano
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mwiaCalestano (mwiqCalistan in mwigdialetto parmigianocite-ref-5[5]cite-ref-6[6]) è un mwkwcomune italiano di mwla2 182 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmqprovincia di Parma in mwmgEmilia-Romagna.
Contents
• Clima
• Storia
• Origini
• Medioevo
• Simboli
• Società
• Cultura
• Cucina
• Eventi
• Frazioni
• Economia
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Il comune di Calestano si estende per circa 58mwnw km² nella tratto medio-alto della valle del torrente mwoaBaganza. Il territorio confina a nord con i comuni di mwoqSala Baganza e mwogFelino, a est con i comuni di mwowLanghirano e mwpaCorniglio, a sud con il comune di mwpqBerceto e a ovest con quello di mwpgTerenzo.cite-ref-calestano-clima-e-dati-geografici-7-0[7]
Notevole è l'escursione altimetrica del territorio, la cui altitudine varia da un minimo di 293mwra m mwrqs.l.m., misurati nel fondovalle nel punto più settentrionale, a un massimo di 1313mwrg m s.l.m., raggiunti lungo il crinale che divide la mwrwVal Parma dalla Val Baganza.cite-ref-calestano-clima-e-dati-geografici-7-1[7]
Il municipio, ubicato nel centro storico di Calestano, sorge alla quota di 417mwtq m mwtgs.l.m.cite-ref-8[8] sulla sponda destra del torrente Baganza, che a valle del capoluogo segna il confine occidentale che divide il comune prima da Terenzo e poi da Sala Baganza. Solo in corrispondenza del capoluogo il territorio comunale si estende per un breve tratto anche sulla sponda sinistra del Baganza, che è in gran parte caratterizzata da ripidi pendii, sfavorevoli all'insediamento di centri abitati; viceversa, il versante orientale della valle presenta declivi più dolci ed è attraversato da numerosi affluenti del Baganza, tra i quali il rio Moneglia, che lambisce il centro di Calestano.cite-ref-9[9]
Il territorio presenta una buona copertura boschiva che si alterna alle aree coltivate, diffuse soprattutto nelle vallate dei vari rii e nei punti in cui il pendio digrada facendosi più dolce.cite-ref-10[10]
Nei pressi della località di Chiastre di mwxqRavarano si trovano i mwxgSalti del Diavolo, affioramenti allineati di mwxwrocce sedimentarie a forma di torri che tagliano ortogonalmente la val Baganza. Le strutture derivano dalla disgregazione di antichi mwyaconglomerati formatisi per mwyqsedimentazione del fondo oceanico ligure-piemontese nel periodo mwygCampaniano del mwywCretacico superiore.cite-ref-11[11] Alla base di ciascuna torre sono cementati grandi ciottoli, che diventano più piccoli e arrotondati verso il centro, mentre la sommità è costituita da un amalgama compatto di colore biancastro, molto utilizzato fino al mwaaXX secolo nelle decorazioni architettoniche degli edifici della zona.cite-ref-12[12]
Clima
Essendo ubicato nel medio mwbwAppennino, Calestano gode di un clima caldo e temperato caratterizzato da inverni piuttosto rigidi, nei quali facilmente la temperatura scende sotto zero, ed estati calde. La temperatura media annua è di circa 11.4mwca °C, mentre il mese più caldo è luglio e quello più freddo è gennaio. Le temperature medie variano durante l'anno di 20.2mwcq °C.cite-ref-clima-calestano-13-0[13]
La piovosità media annua si attesta intorno agli 1261mwdw mm; le precipitazioni più intense avvengono in primavera e in autunno, mentre i periodi più secchi sono l'inverno e l'estate.cite-ref-clima-calestano-13-1[13] Durante i mesi invernali, le precipitazioni assumono non di rado carattere nevoso che, in taluni casi, possono anche generare notevoli accumuli al suolo.cite-ref-14[14]
Di seguito si riporta una tabella riassuntivi dei principali dati meteorologici:cite-ref-clima-calestano-13-2[13]
| Mese | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 4,1 | 6,6 | 10,5 | 15,0 | 19,5 | 23,6 | 26,7 | 25,9 | 22,0 | 16,0 | 10,1 | 5,2 | 5,3 | 15,0 | 25,4 | 16,0 | 15,4 |
| T. media ( °C ) | 1,3 | 3,1 | 6,5 | 10,6 | 14,8 | 18,6 | 21,5 | 20,9 | 17,5 | 12,3 | 7,1 | 2,6 | 2,3 | 10,6 | 20,3 | 12,3 | 11,4 |
| T. min. media ( °C ) | −1,5 | −0,3 | 2,6 | 6,2 | 10,2 | 13,7 | 16,3 | 15,9 | 13,1 | 8,7 | 4,1 | 0,1 | −0,6 | 6,3 | 15,3 | 8,6 | 7,4 |
| Precipitazioni ( mm ) | 65 | 59 | 66 | 77 | 72 | 54 | 45 | 63 | 77 | 106 | 103 | 79 | 203 | 215 | 162 | 286 | 866 |
• mwkqmwkgClassificazione sismica: mwkwzona 3, secondo la classificazione sismica della protezione civile del marzo 2015cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]
Origini del nome
Storia
Origini
Sono invece databili all'incirca nel 3000 a.C., in piena mwsqetà del rame, vari oggetti scoperti nel tempo in varie località nei dintorni.cite-ref-storia-del-territorio-di-calestano-val-baganza-19-1[19]
Durante l'mwtwetà del bronzo, intorno al 1500 a.C., la zona era abitata dai mwuaLiguri, che fondarono un mwuqcastellaro a monte di mwugFragno; allo stesso popolo è riferibile una tomba risalente alla fine del mwuwIV secolo a.C., portata alla luce nei pressi di mwvaCasaselvatica, assegnata al comune di mwvqBerceto alla fine del mwvgXIX secolo.cite-ref-storia-del-territorio-di-calestano-val-baganza-19-2[19]
In epoca mwxaromana sorsero qua e là piccoli villaggi e fattorie, nelle posizioni più favorevoli allo sfruttamento agricolo; di quell'epoca sopravvivono ancora alcuni toponimi delle località dei dintorni,cite-ref-storia-del-territorio-di-calestano-val-baganza-19-3[19] tra cui quello di Calestano.cite-ref-comune-di-calestano-pr-18-1[18]
Medioevo
A presidio della vallata furono edificati tra l'mw3wXI e il mw4aXIII secolo, probabilmente dal Comune di mw4qParma, i castelli di mw4gCalestano, mw4wMarzolara, mw5aAlpicella, mw5qVigolone e mw5gRavarano;cite-ref-storia-del-territorio-di-calestano-val-baganza-19-5[19] mentre quest'ultimo fu acquistato nel 1214 dal marchese Pelavicino Pallavicino,cite-ref-21[21] gli altri furono donati nel 1249 al conte di mw7wLavagna Alberto Fieschicite-ref-22[N 1].cite-ref-dall-aglio-288-20-1[20]cite-ref-capacchi-53-23-0[22]cite-ref-24[23] Nel 1275 il cardinale mwaqaOttobono Fieschi, futuro papa Adriano V, nominò suo erede di tali terre il fratello Percivalle; alla morte di quest'ultimo nel 1290 subentrarono i nipoti mwaqeLuca, Carlo e Ottobono del ramo di mwaqiTorriglia,cite-ref-comune-di-calestano-pr-18-2[18]cite-ref-dall-aglio-288-20-2[20]cite-ref-capacchi-53-23-1[22] che nel 1313 ne furono investiti dall'mwaq8imperatore del Sacro Romano Impero mwaraEnrico VII di Lussemburgo.cite-ref-dall-aglio-288-20-3[20]cite-ref-capacchi-53-23-2[22]cite-ref-25[24]
Dopo la presa del potere a Parma da parte di mwar4Luchino Visconti nel 1346, i territori fliscani di Calestano e dintorni, che avevano acquistato nel 1249 l'autonomia, la persero nuovamente nel 1350, in seguito alla firma da parte degli abitanti di una dichiarazione, voluta da mwar8Giovanni Visconti, che attestava che fino al secolo precedente il territorio apparteneva al Comune di Parma e di conseguenza era ancora soggetto all'autorità cittadina; così i signori di Milano si garantirono il controllo della zona,cite-ref-dall-aglio-288-20-4[20]cite-ref-capacchi-53-23-3[22] tanto che nel 1371 mwasgBernabò Visconti, temendo possibili attacchi da parte del mwaskmarchese di Ferrara mwasoNiccolò II d'Este, fece costruire a Calestano una sua fortezza a difesa della vallata.cite-ref-dall-aglio-288-20-5[20]cite-ref-capacchi-53-23-4[22]cite-ref-26[25]
La situazione cambiò nel 1409, quando il Parmense fu conquistato dal marchese mwatgNiccolò III d'Este, favorevole ai mwatkFieschi;cite-ref-comune-di-calestano-pr-18-3[18]cite-ref-capacchi-53-23-5[22]cite-ref-dall-aglio-289-27-0[26] la tregua durò però solo per pochi anni, perché già nel 1420, al termine di aspri combattimenti, per mantenere il possesso di mwauyReggio Emilia l'Estense fu costretto a restituire Parma al mwaucduca di Milano mwaugFilippo Maria Visconti.cite-ref-capacchi-53-23-6[22]cite-ref-dall-aglio-289-27-1[26]cite-ref-28[27] I Fieschi rimasero fedeli a Niccolò, schierandosi dalla sua parte durante gli scontri contro il ducato di Milano nel 1426; il Visconti reagì incaricando il condottiero mwavuPier Maria I de' Rossi di conquistare le terre fliscane della mwavyval Baganza. Pietro pose l'assedio alla rocca di Marzolara, che dopo 24 giorni di mwavcbombardamenti capitolò; il Duca inviò subito mwavgNiccolò de' Terzi, il Guerriero, a presidiarla.cite-ref-29[28] Pier Maria si spostò quindi a Calestano, ove costruì una mwav0bastia di fronte al castello di Gian Luigi Fieschi, che fu ferito e arrestato nel tentativo di espugnarla.cite-ref-capacchi-53-23-7[22]cite-ref-dall-aglio-289-27-2[26]cite-ref-30[29]
La guerra proseguì per anni in tutto il Parmense e nel 1431, per conto di Filippo Maria, mwawsNiccolò Piccinino promise al conte Gian Luigi Fieschi la restituzione dei castelli di Marzolara, Calestano e Vigolone al termine del conflitto, con la clausola che nel frattempo rimanessero nelle mani di Niccolò de' Terzi; per questo ordinò al referendario del Comune di Parma Anton Simone Butigelli di consegnarli al Guerriero.cite-ref-capacchi-53-23-8[22]cite-ref-dall-aglio-289-27-3[26]cite-ref-31[30] Ne fu però successivamente investito Baldo Soardi,cite-ref-capacchi-53-23-9[22]cite-ref-dall-aglio-289-27-4[26] che nel 1438 fu scomunicato dal mwayavescovo mwayeDelfino della Pergola per non aver consegnato alla mwayiDiocesi di Parma le decime raccolte dagli abitanti di mwaymFragno.cite-ref-32[31] Nel 1439 Filippo Maria Visconti assegnò quindi i feudi al cancelliere di Niccolò Piccinino Albertino de' Cividali,cite-ref-capacchi-54-33-0[32]cite-ref-dall-aglio-290-34-0[33]cite-ref-35[34] poi ai conti di Canino e infine a Giovanni da Oriate; il 16 maggio 1443, al termine della guerra, il Duca restituì i castelli di Calestano, Marzolara e Vigolone al conte Giannantonio Fieschi in segno di riconoscenza per la sua devozione.cite-ref-capacchi-54-33-1[32]cite-ref-dall-aglio-290-34-1[33]cite-ref-36[35]
Tuttavia, nel 1465 il duca di Milano mwaaeFrancesco Sforza assegnò le rendite feudali al condottiero Giorgio da Galese, al quale subentrò nel 1474 Giorgio del Carretto; l'anno seguente il duca mwaaiGaleazzo Maria Sforza le concesse al consigliere ducale Pietro Landriani,cite-ref-capacchi-54-33-2[32]cite-ref-dall-aglio-290-34-2[33]cite-ref-37[36] al quale succedette nel 1498 il figlio Jacopo; l'anno seguente, però, a causa delle proteste da parte degli abitanti,cite-ref-38[37] il duca mwabmLudovico il Moro gli revocò l'investitura. Dopo la conquista del ducato di Milano da parte delle truppe di mwabqLuigi XII di Francia, il territorio di Calestano rientrò nel pieno possesso di mwabuGian Luigi Fieschi,cite-ref-capacchi-54-33-3[32]cite-ref-dall-aglio-290-34-3[33]cite-ref-39[38] alla cui scomparsa il feudo fu ereditato, insieme a quelli di Vigolone, mwaciGrondona, mwacmGarbagna, mwacqLoano e a una quota di quello di mwacuVarzi, dai figli Scipione e Sinibaldo.cite-ref-capacchi-54-33-4[32]cite-ref-40[39]
Età moderna
Il territorio fu interessato da altri scontri dopo la creazione del mwadaducato di Parma e Piacenza nel 1545. Il primo duca mwadePier Luigi Farnese, alleato dei Fieschi, garantì loro l'appoggio in occasione della mwadicongiura contro Andrea Doria del 1547, inviando una guarnigione a presidio del castello di Calestano. Dopo l'assassinio di Pier Luigi, il capitano mwadmCamillo Orsini fu nominato provvisoriamente governatore di Parma e nel 1549 fece rinforzare il maniero calestanese. Altre difese furono approntate dopo pochi mesi dal condottiero mwadqSforza Pallavicino, che ricostruì sulle rovine della bastia rossiana una fortezza e munì il campanile della mwaduchiesa di San Lorenzo. Tutto ciò non fu però sufficiente durante la mwadyguerra di Parma del 1551 a reggere gli attacchi delle truppe imperiali guidate da mwadcFerrante I Gonzaga, che occuparono i castelli di Calestano e di Vigolone, riconquistati nel gennaio 1552 dall'esercito del duca mwadgOttavio Farnese e restituiti ai legittimi proprietari al termine degli scontri.cite-ref-capacchi-54-33-5[32]cite-ref-dall-aglio-290-34-4[33]cite-ref-41[40]
Nel 1600 il feudo di Calestano fu elevato a contea dal duca mwaeyRanuccio I Farnese, che lo assegnò a Scipione Fieschi.cite-ref-dall-aglio-290-34-5[33]
A mwafwRavarano rimasero invece quasi ininterrottamente i mwaf0Pallavicino fino al 1687, quando, in seguito all'estinzione di uno dei rami della famiglia, la mwaf4Camera Ducale di Parma assorbì la sua quota, per assegnarla ai fratelli Gian Simone e Lelio Boscoli, che acquistarono anche l'altra metà da un altro ramo della casata; dopo la permuta di Ravarano con Berceto nel 1707, nel 1728 il feudo fu assegnato dalla Camera Ducale al conte Paolo Anguissola, che lo tenne fino al 1743; nel 1744 ne fu investito il conte mwaf8Beltrame Cristiani, i cui figli mantennero i diritti feudali fino alla loro abolizione sancita dai decreti mwaganapoleonici del 1805.cite-ref-dall-pp-802-803-43-0[42]cite-ref-44[43]cite-ref-45[44]
Età contemporanea
I Tarasconi rimasero a Calestano fino agli inizi del XIX secolo, quando, in seguito alla conquista del mwag8ducato di Parma e Piacenza da parte dei mwahafrancesi, nel 1805 per decreto napoleonico tutti i diritti feudali furono aboliti;cite-ref-comune-di-calestano-pr-18-4[18]cite-ref-capacchi-54-33-7[32]cite-ref-dall-aglio-290-34-7[33] l'anno seguente il centro abitato divenne sede di comune (o mwah0mairie).cite-ref-46[45]
Dopo l'mwaimUnità d'Italia furono tracciate nuove strade, tra cui quella di fondovalle, favorendo lo sviluppo economico della zona; tuttavia, mentre i centri di Calestano e Marzolara incrementarono notevolmente il proprio numero di abitanti, le frazioni montane si spopolarono gradualmente.cite-ref-rossi-7-47-0[46]
Nel 1890 il territorio comunale fu ridotto in seguito alla cessione della frazione di Casaselvatica al comune di Berceto.cite-ref-comune-di-calestano-pr-18-5[18]
Nel 1910 fu inaugurata la mwai4tranvia Parma-Marzolara, per collegare la cittàcite-ref-l-epopea-del-tram-a-parma-48-0[47] alla frazione, che divenne meta di turismo sciistico; la linea sarebbe rimasta attiva fino al 1952.cite-ref-storia-del-territorio-di-calestano-val-baganza-19-6[19] Inoltre, nel 1915 furono avviati i lavori di costruzione delle strade carrozzabili per mwajcLanghirano e per mwajgFornovo di Taro, consentendo un collegamento diretto con la mwajkval Parma e la mwajoval Taro.cite-ref-dall-aglio-291-49-0[48]
Nel corso della mwakaseconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1943, Calestano fu uno dei comuni della provincia di Parma adibiti a località di internamento libero per mwakeebrei stranieri. Vi soggiornarono a domicilio coatto diciannove profughi, provenienti dai mwakiBalcani.cite-ref-50[49] Dopo l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca e la mwakcRepubblica Sociale Italiana, il gruppo si dette alla clandestinità e si disperse. I più riuscirono in vario modo a evitare la cattura e la deportazione, a eccezione dei quattro componenti della famiglia Reknitzer, arrestati a mwakgCernobbio mentre tentavano di attraversare il mwakkconfine italo-svizzerocite-ref-51[N 2];cite-ref-52[50] in memoria dei deportati, nel 2023 furono poste delle mwalipietre d'inciampo di fronte alle case dove erano alloggiati a Calestano durante il soggiorno coatto.cite-ref-53[51] Negli stessi mesi, i coniugi Ostilio e Amelia Barbieri, con la connivenza del maresciallo dei carabinieri Giacomo Avenia e del podestà Ugo Gennari, trovarono rifugio ai tre componenti della famiglia mwalcebrea dei Mattei, profughi mwalgfiumani; il parroco don Ernesto Ollari li nascose nella frazione di mwalkCanesano, ove rimasero fino alla mwaloLiberazione; per questo, il 2 agosto 1999, l'Istituto mwalsYad Vashem di mwalwGerusalemme conferì a Ostilio e Amelia Barbieri, Giacomo Avenia ed Ernesto Ollari l'onorificenza di mwal0giusti tra le nazioni.cite-ref-54[52]
Durante il passaggio del fronte, il centro di Calestano subì gravi danni, colpito dai mwammbombardamenti mwamqalleati, che causarono anche il crollo di parte della mwamuchiesa di San Lorenzo.cite-ref-chiesa-di-san-lorenzo-55-0[53]
Simboli
Stemma
Lo stemma comunale è definito dal mwanudecreto regio del 24 febbraio 1927cite-ref-56[54] concesso dal mwanore d'Italia mwansVittorio Emanuele III di Savoia come:cite-ref-57[55]
«Troncato: nel primo
bandato
d'azzurro e d'argento; nel secondo
fasciato
ondato d'oro e di rosso. Corona da Comune»
(cite-ref-58[56])
Le due porzioni dello stemma riprendono i blasoni delle antiche famiglie feudatarie di Calestano: superiormente dei Fieschi e inferiormente una variante di quello dei Tarasconicite-ref-comune-di-calestano-pr-18-6[18] (mwaoofasciato nebuloso d'oro e di rosso) che successero loro nel 1650.cite-ref-capacchi-54-33-8[32]cite-ref-dall-aglio-290-34-8[33]
Gonfalone
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di San Lorenzo
Menzionata per la prima volta nel 1222, la chiesa mwaqiromanica, elevata a sede mwaqmplebana del 1520, fu ampliata verso la fine del mwaqqXVI secolo; notevolmente modificata in stile mwaquneoclassico agli inizi del mwaqyXVIII secolo, fu dotata di una facciata mwaqcneorinascimentale nel 1907; pesantemente danneggiata dai mwaqgbombardamenti mwaqkalleati nel 1944, fu ristrutturata tra il 1949 e il 1950, con la riedificazione del prospetto principale mwaqomodernista su disegno dell'architetto Italo Costa e la realizzazione delle decorazioni interne ad opera del pittore Regolini; restaurata tra il 1985 e il 2007, fu colpita dal terremoto del 2008 e ristrutturata tra il 2009 e il 2011. Il tempio, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da tre cappelle per lato, presenta una simmetrica facciata intonacata, elevata su due ordini e arricchita da alcune specchiature ad mwaqsarco a tutto sesto; all'interno l'mwaqwaula, scandita lateralmente da mwaq0lesene mwaq4doriche, è coperta da una mwaq8volta a botte lunettata dipinta; la mwaracontrofacciata, il presbiterio e le cappelle accolgono numerose opere d'arte, tra cui l'antico mwarealtare maggiore in marmi policromi, la mwaripala d'altare eseguita da mwarmPietro Melchiorre Ferrari nella seconda metà del XVIII secolo, il mwarqcoro ligneo settecentesco, due oli seicenteschi realizzati da mwaruAntonio Lagorio, il mwaryfonte battesimale marmoreo cinquecentesco e numerosi arredi e oggetti liturgici seicenteschi e settecenteschi.cite-ref-chiesa-di-san-lorenzo-55-1[53]cite-ref-60[58]cite-ref-61[59]cite-ref-arte-nel-territorio-di-calestano-val-baganza-62-0[60]
Chiesa di San Pietro Apostolo a Fragno
Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa mwas4romanica di mwas8Fragno fu danneggiata da una frana intorno alla metà del mwataXVII secolo e abbattuta; ricostruita nel 1660 circa in forme mwatebarocche in posizione più sicura, fu arricchita della nuova facciata mwatineoclassica nel 1858 e decorata internamente nel 1954. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da due cappelle per lato, presenta una simmetrica mwatmfacciata a salienti intonacata e ornata con un doppio ordine di mwatqlesene a sostegno del mwatufrontone triangolare centrale di coronamento; sulla sinistra si erge isolato l'alto campanile in pietra, sormontato da una mwatylanterna a base ottagonale. All'interno l'mwatcaula è coperta da una mwatgvolta a botte lunettata decorata con affreschi; l'edificio accoglie numerose opere di pregio, tra cui alcuni dipinti seicenteschi e settecenteschi, una serie di arredi del mwatkXVIII secolo, una mwatocroce astile quattrocentesca, vari oggetti liturgici e mwatsparamenti sacri.cite-ref-63[61]cite-ref-64[62]cite-ref-chiesa-di-san-pietro-apostolo-65-0[63]
Chiesa di San Giacomo Apostolo a Vallerano
Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa mwau8romanica di mwavaVallerano, elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564, fu parzialmente ricostruita all'incirca tra il 1691 e il 1715; dotata del campanile nei primi anni del mwaveXIX secolo, fu ristrutturata nel 1975; danneggiata dal terremoto del 2008, fu interamente restaurata e consolidata tra il 2016 e il 2017. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una semplice e asimmetrica mwavifacciata a capanna in pietra; l'interno, decorato con mwavmlesene e affreschi in stile mwavqeclettico, conserva un olio ottocentesco raffigurante mwavuSan Giacomo apostolo.cite-ref-dall-aglio-1090-66-0[64]cite-ref-chiesa-di-san-giacomo-apostolo-67-0[65]cite-ref-68[66]
Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso a Ramiano
Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa mwawkromanica di mwawoRamiano, elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564, fu ricostruita in forme mwawsneoclassiche nel corso del mwawwXVIII secolo; modificata nel 1900, fu restaurata nel 1954 e nuovamente tra il 1980 e il 2000. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una semplice e simmetrica mwaw0facciata a capanna coronata da un mwaw4frontone triangolare; l'interno, decorato con mwaw8lesene, conserva sull'antico mwaxaaltare maggiore settecentesco una mwaxepala d'altare barocca, eseguita da Paolo Ferrari nel 1764, e una mwaxicroce astile in mwaxmargento sbalzato risalente al 1650 circa.cite-ref-69[67]cite-ref-chiesa-dei-santi-gervaso-e-protaso-70-0[68]cite-ref-71[69]
Chiesa di San Pietro e Santa Maria della Pace a Marzolara
Menzionata per la prima volta nel 1230, la piccola cappella mwaycromanica di mwaygMarzolara fu modificata nella zona absidale nel mwaykXV secolo; elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564, nel 1915 fu sostituita da un nuovo ampio tempio con due cappelle eretto in adiacenza su progetto dell'architetto Alfredo Provinciali; arricchita nel 1928 della facciata eclettica su disegno dell'architetto Camillo Uccelli, la chiesa mwayomodernista fu affiancata tra il 1950 e il 1962 da altre quattro cappelle e da due locali di servizio e decorata internamente nel 1963 da Manlio Manuati; elevata nel 1969 a mwayssantuario diocesano dedicato a mwaywsanta Maria della Pace, fu colpita da un terremoto nel 2008 e ristrutturata tra il 2010 e il 2013. L'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da tre cappelle per parte, presenta una simmetrica mway0facciata a salienti, ornata con un doppio ordine di mway4lesene mway8composite, a sostegno del mwazafrontone triangolare centrale di coronamento; internamente l'mwazeaula, scandita da lesene e decorata con affreschi, conserva sull'antico mwazialtare maggiore una monumentale mwazmancona settecentesca mwazqbarocca, contenente la statua della mwazuMadonna della Pace, proveniente dall'mwazyoratorio di Santa Maria della Pace di mwazcParma.cite-ref-72[70]cite-ref-73[71]cite-ref-chiesa-di-san-pietro-e-santa-maria-della-pace-74-0[72]
Chiesa dell'Annunciazione di Maria Vergine a Canesano
Menzionata per la prima volta nel 1493, la cappella mwa0sromanica di mwa0wCanesano, elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564, fu danneggiata da una frana nella seconda metà del mwa00XIX secolo e conseguentemente abbattuta; ricostruita nel 1888 in stile mwa04neoclassico in posizione più sicura, fu dotata nel 1925 di un nuovo campanile e modificata nel 1952 con l'aggiunta delle due cappelle laterali. La chiesa, sviluppata su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una semplice e simmetrica mwa08facciata a salienti intonacata; all'interno l'mwa1aaula, coperta da due mwa1evolte a crociera dipinte, è ornata lateralmente con mwa1ilesene; la cappella di sinistra accoglie un mwa1mfonte battesimale quattrocentesco in pietra.cite-ref-arte-nel-territorio-di-calestano-val-baganza-62-1[60]cite-ref-75[73]cite-ref-chiesa-dell-annunciazione-di-maria-vergine-76-0[74]cite-ref-chiesa-di-canesano-77-0[75]
Chiesa di San Giovanni Battista a Vigolone
Menzionata per la prima volta nel 1230, la cappella mwa2sromanica di mwa2wVigolone, elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564, fu abbattuta nel 1897 e completamente ricostruita a poca distanza; completata nel 1929 con la facciata e il campanile, la nuova chiesa fu decorata internamente tra il 1931 e il 1935. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica, presenta una simmetrica mwa20facciata a capanna, delimitata da due mwa24lesene e caratterizzata dalla presenza di un portale centrale sormontato da una mwa28bifora; all'interno l'mwa3aaula, scandita da lesene mwa3edoriche, è ornata con affreschi a motivi geometrici e floreali sulla mwa3ivolta a botte lunettata. In adiacenza si erge la canonica in pietra, risalente al 1594.cite-ref-arte-nel-territorio-di-calestano-val-baganza-62-2[60]cite-ref-78[76]cite-ref-chiesa-di-san-giovanni-battista-79-0[77]
Chiesa di San Bartolomeo a Ravarano
Citata per la prima volta nel 1230, l'antica cappella, posta in località Borello, fu distrutta da una frana nel 1589; ricostruita a Villa tra il 1602 e il 1676 in stile mwa4ytardo-rinascimentale, fu ampliata tra il 1724 e il 1739 e modificata tra il 1905 e il 1920; decorata internamente nel 1934, fu arricchita della nuova facciata mwa4cneoromanica nel 1949; danneggiata da un terremoto nel 2008, fu ristrutturata tra il 2009 e il 2013. La chiesa, sviluppata su un impianto a navata unica affiancata da due cappelle per lato, presenta una mwa4gfacciata a salienti, scandita da mwa4klesene in laterizio; all'interno l'mwa4oaula è decorata con affreschi sulla mwa4svolta a botte lunettata; il presbiterio conserva un'mwa4wancona mwa40barocca contenente una pala settecentesca.cite-ref-80[78]cite-ref-81[79]cite-ref-chiesa-di-san-bartolomeo-82-0[80]cite-ref-cita-cirillo-godi-p-190-83-0[81]
Oratorio della Beata Vergine della Cintura a Iano
Menzionato per la prima volta nel 1230, l'oratorio di Iano fu ricostruito nel 1630 in semplici forme mwa6ubarocche da Pellegrino Coruzzi e restaurato tra il 1950 e il 1960. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica, presenta una simmetrica mwa6yfacciata a capanna, rivestita in mwa6carenaria come il resto dell'edificio; all'interno l'mwa6gaula è decorata con mwa6klesene e affreschi sulla mwa6ovolta a botte lunettata e sulle pareti.cite-ref-84[82]cite-ref-85[83]
Architetture militari
Castello di Ravarano
Costruito nell'mwa7sXI secolo dal Comune di mwa7wParma, il castello di mwa70Ravarano fu acquistato da Pelavicino Pallavicino nel 1214; distrutto nel 1267 dai mwa74guelfi parmigiani, fu riedificato da Manfredino Pallavicino agli inizi del XIV secolo; assorbito dalla mwa78Camera Ducale di Parma nel 1687, fu riassegnato dapprima a Gian Simone e Lelio Boscoli, poi nel 1728 a Paolo Anguissola, indi nel 1744 a mwa8aBeltrame Cristiani; alienato agli inizi del XIX secolo all'ingegner Francesco Bertè, nel 1832 fu completamente ristrutturato; rivenduto dapprima ai Pozzi, poi ai Prevedoni, indi a Egidio Forni e infine nel 1913 al nobile Roberto Fainardi, fu interamente restaurato, per essere in seguito trasmesso in eredità alla famiglia Nanni Fainardi. Interamente rivestito in pietra, l'edificio si erge sulla sommità di un ripido rilievo proteso verso la val Baganza; i prospetti, illuminati da poche finestre sui lati esterni, presentano alcuni portali in mwa8earenaria affacciati sulla corte seicentesca d'accesso, in cui trova spazio un pozzo risalente alla fine del XV o agli inizi del XVI secolo.cite-ref-cita-cirillo-godi-p-190-83-1[81]cite-ref-86[84]cite-ref-87[85]cite-ref-88[86]
Castello
Menzionato per la prima volta nel 1249 nell'atto di donazione al conte Alberto Fieschi, il castello di Calestano fu conquistato nel 1426, per conto del duca Filippo Maria Visconti, da Pier Maria I de' Rossi; assegnato successivamente a mwa9uNiccolò Guerriero, ad Albertino de' Cividali, ai conti di Canino e a Giovanni da Oriate, fu restituito nel 1443 al conte Giannantonio Fieschi; ceduto nel 1465 al condottiero Giorgio da Gallese, passò nel 1474 a Giorgio del Carretto, poi nel 1475 a Pietro Landriani e nel 1498 a suo figlio Jacopo, per essere infine reso a Gian Luigi Fieschi negli anni seguenti; alienato nel 1650 al conte Camillo Tarasconi, fu completamente abbandonato e cadde in rovina, fino alla sua completa scomparsa.cite-ref-capacchi-53-54-89-0[87]cite-ref-90[88]
Castello di Marzolara
Menzionato per la prima volta nel 1313 nell'atto di donazione ai Fieschi da parte dell'imperatore Enrico VII, il castello di mwa-eMarzolara fu conquistato nel 1426, per conto del duca Filippo Maria Visconti, da Pier Maria I de' Rossi, che lo fortificò; assegnato in seguito a mwa-iNiccolò Guerriero, ad Albertino de' Cividali, ai conti di Canino e a Giovanni da Oriate, fu restituito nel 1443 al conte Giannantonio Fieschi; successivamente abbandonato, cadde in degrado già nel mwa-mXVI secolo; alienato nel 1650 al conte Camillo Tarasconi, scomparve in epoca imprecisata e sulle sue rovine fu costruita entro il 1804 una casa colonica.cite-ref-capacchi-244-245-91-0[89]cite-ref-92[90]
Castello di Alpicella
Menzionato per la prima volta nel 1247, il castello di mwa-8Alpicella, appartenente a Giacomo da Beneceto, fu occupato nel 1267 dai mwa-aghibellini e successivamente distrutto dalle forze mwa-eguelfe del Comune di Parma; donato nel 1249 ai conti di Lavagna mwa-iFieschi, fu alienato nel 1650 al conte Camillo Tarasconi; abbandonato, scomparve in epoca imprecisata.cite-ref-capacchi-56-93-0[91]cite-ref-94[92]
Castello di Vigolone
Menzionato per la prima volta nel 1247, il castello di mwa-4Vigolone, inizialmente appartenente a Lanfranco da Cornazzano, fu donato nel 1249 dal Comune di mwa-8Parma ai conti di Lavagna mwbaaFieschi; conquistato nel 1426 dalle truppe di mwbaePier Maria I de' Rossi per conto del duca mwbaiFilippo Maria Visconti, fu assegnato in seguito a mwbamNiccolò Guerriero, ad Albertino de' Cividali, ai conti di Canino e a Giovanni da Oriate, per essere infine restituito nel 1443 al conte Giannantonio Fieschi; occupato per alcuni mesi dall'esercito imperiale durante la mwbaqguerra di Parma nel 1551, fu alienato nel 1650 al conte Camillo Tarasconi; abbandonato, cadde successivamente in profondo degrado. Ne sopravvivono soltanto alcune tracce, seminascoste dalla folta boscaglia sulla cima del monte nei pressi dell'abitato.cite-ref-capacchi-53-54-89-1[87]cite-ref-95[93]
Architetture civili
Palazzo Coruzzi Barbieri
Costruito nel mwbbgXVIII secolo unendo alcuni distinti fabbricati d'antica origine, il palazzo, interamente rivestito in pietra, si sviluppa su una pianta irregolare. La simmetrica facciata elevata su due livelli principali è caratterizzata dalla presenza dell'ampio portale centrale ad mwbbkarco a tutto sesto con cornice in mwbboarenaria, ornata in mwbbschiave di volta con un mwbbwmedaglione; superiormente è collocato nel mezzo un balconcino; sul retro si apre una corte a C, dominata sul lato est da un porticato ad arcate a tutto sesto sormontato da un doppio loggiato, retto da pilastri in mattoni coronati da capitelli mwbb0dorici.cite-ref-arte-nel-territorio-di-calestano-val-baganza-62-3[60]cite-ref-cirillo-godi-187-96-0[94]cite-ref-97[95]cite-ref-98[96]
Palazzo Tarasconi
Appartenuto anticamente ai conti Tarasconi e successivamente ai Savani, il palazzo si sviluppa a lato della mwbdqchiesa di San Lorenzo. Interamente rivestito in pietra, l'edificio conserva l'androne e due sale del pianterreno decorate con affreschi, parzialmente frammentari, eseguiti all'incirca nel 1629 probabilmente da mwbduGirolamo Curti, detto "il Dentone"; nella prima stanza sono rappresentati un grande stemma nobiliare dei Tarasconi e mwbdyQuadrature architettoniche, mentre nella seconda sono raffigurate le scene di mwbdcNoè che esce dall'arca e mwbdgLa Verità con la bilancia della giustizia.cite-ref-arte-nel-territorio-di-calestano-val-baganza-62-4[60]cite-ref-cirillo-godi-187-96-1[94]cite-ref-99[97]
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2024 erano presenti 441 stranieri, pari al 20,7% dei residenti.cite-ref-101[99]
• mwbf0Sri Lanka, 201 - 45,6%
• mwbf8Albania, 40 - 9,1%
• mwbgeMarocco, 32 - 7,3%
• mwbgmUcraina, 26 - 5,9%
Cultura
Istruzione
Biblioteche
L'ex casa del popolo di via Giuseppe Mazzini 1 è sede della biblioteca comunale "L'Albero Maestro".cite-ref-104[102]
Scuole
A Calestano ha sede in via Roma un polo scolastico, costituito da una scuola primaria denominata "Verti-Ollari" e una scuola secondaria inferiore intitolata a "G. Micheli".cite-ref-105[103]
Museo del tartufo di Fragno
Inaugurato nel 2024, il museo del tartufo di Fragno trova spazio all'interno delle antiche cantine e prigioni del palazzo comunale di Calestano; il percorso, suddiviso in sei sezioni, illustra, attraverso una serie di pannelli e tecnologie multimediali, le caratteristiche e le tradizioni legate alla raccolta e all'utilizzo culinario del mwbhutartufo nero di Fragno.cite-ref-106[104]cite-ref-107[105]
Cucina
Tartufo nero di Fragno
Riconosciuto come mwbiiPAT,cite-ref-108[106] il tartufo nero di Fragno è una mwbicvarietà di mwbigmwbiktuber uncinatum, di raccolta autunnale, diffusa nella zona di mwbioFragno, frazione posta a est del capoluogo in prossimità dello spartiacque tra le valli dei torrenti mwbisParma e Baganza. La zona di raccolta, compresa tra il mwbiwmonte Sporno e il monte Bosso, presenta caratteristiche peculiari: conformazione geologica a mwbi0flysch, terreno morbido e privo di ristagni d'acqua, esposizione a nord, collocazione ai margini o all'interno di boscaglie di latifoglie e altitudine compresa tra i 500 e i 1000mwbi4 m s.l.m. La raccolta e la vendita sono disciplinate dal consorzio del tartufo di Fragno.cite-ref-turismo-comune-parma-it-109-0[107]cite-ref-110[108] Il comune di Calestano fa parte dell'Associazione Nazionale Città del Tartufo.cite-ref-111[109]
Gastronomia
Prodotti tipici della zona sono i piatti a base del tartufo nero di Fragno, tra cui vari primi, come risotti, tagliatelle, tortelli e polenta, e alcuni secondi di carne.cite-ref-112[110]
Il comune di Calestano fa inoltre parte dell'itinerario eno-gastronomico della Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma.cite-ref-113[111]
Eventi
Dal 1991 annualmente, da metà ottobre a metà novembre, si svolge ogni domenica nel capoluogo la "Fiera nazionale del tartufo nero di Fragno", che sostituisce la "Festa del tartufo nero di Fragno" organizzata dal 1984 al 1987 nella piccola piazza della frazione di mwbkgFragno e dal 1988 al 1990 nel centro di Calestano. Nel corso delle manifestazioni, oltre a mercatini di prodotti tipici della zona, degustazione di piatti locali e intrattenimenti musicali, vengono organizzati giochi, gare e vendite di tartufi.cite-ref-114[112]cite-ref-115[113]
Geografia antropica
Urbanistica
Il capoluogo, adagiato sulla sponda destra del torrente, è attraversato dalla provinciale di fondovalle della Val Baganza, che lambisce il centro storico. Quest'ultimo si allunga verso monte lungo la curvilinea via Giuseppe Mazzini, in direzione dell'antico mwblqcastello scomparso. Nonostante le modifiche effettuate tra il mwbluXIX e il mwblyXX secolo, il borgo antico conserva in parte integra la configurazione originaria; la porzione più antica è costituita da borgo Manone, che, fiancheggiato da edifici a schiera e corti cintate di origine medievale, si allarga in un piazzale in cui anticamente sorgeva la bastia costruita da mwblcPier Maria I de' Rossi nel 1426.cite-ref-116[114]
Frazioni
Marzolara
Marzolara è la frazione principale del comune; posta sul fondovalle 4,71mwbmq km a nord-est del capoluogo, in corrispondenza di un ponte sul torrente Baganza, conta circa 530 abitanti, pari a oltre un quarto dell'intera popolazione comunale.cite-ref-117[115] La zona risultava abitata già nel mwbmkneolitico, come testimoniato dal rinvenimento di alcuni oggetti,cite-ref-118[116] mentre il borgo, fondato in epoca mwbm4medievale, fu menzionato per la prima volta nel 1230, insieme alla sua mwbm8primitiva cappella. Donato nel 1249 dal Comune di mwbnaParma al conte Alberto Fieschi insieme a Calestano, il centro abitato fu dotato di un mwbnecastello difensivo, nominato a partire dal 1313; appartenuto quasi ininterrottamente per circa 400 anni ai mwbniFieschi, nel 1650 il territorio fu alienato al conte Camillo Tarasconi, i cui discendenti ne mantennero il possesso fino all'abolizione dei diritti feudali del 1805, dopodiché Marzolara divenne frazione di Calestano.cite-ref-capacchi-244-245-91-1[89]cite-ref-dall-aglio-631-632-119-0[117] Tra il 1910 e il 1952 la località fu capolinea di una mwbnstranvia collegata a Parma, che ne favorì per anni lo sviluppo turistico invernale.cite-ref-l-epopea-del-tram-a-parma-48-1[47]cite-ref-120[118] Nel centro abitato si conserva la mwboqchiesa di San Pietro e Santa Maria della Pace,cite-ref-chiesa-di-san-pietro-e-santa-maria-della-pace-74-1[72] mentre dell'mwbokantico maniero non sopravvivono tracce.cite-ref-121[119]
Fragno
Fragno è una piccola frazione di 70 abitanti, situata 2,83mwbpu km a sud-est del capoluogo, su un pianoro che si erge a 656mwbpy m mwbpcs.l.m. alle pendici del mwbpgmonte Sporno, in prossimità dello spartiacque fra le valli del Baganza e del Parma.cite-ref-122[120] La zona risultava abitata già durante l'mwbp0età del bronzo, quando probabilmente i mwbp4Liguri vi costruirono un mwbp8castellaro,cite-ref-storia-del-territorio-di-calestano-val-baganza-19-7[19] mentre il borgo, fondato in epoca mwbqqaltomedievale, fu menzionato per la prima volta nel 999; dotato di una mwbqucappella nominata a partire dal 1230, il centro abitato fu donato nel 1249 insieme a Calestano dal Comune di Parma al conte Alberto Fieschi, i cui eredi ne mantennero quasi ininterrottamente il possesso per circa 400 anni; alienato nel 1650 al conte Camillo Tarasconi, appartenne ai suoi eredi fino all'abolizione dei diritti feudali del 1805, dopodiché Fragno divenne frazione di Calestano.cite-ref-123[121]cite-ref-124[122] In seguito all'mwbq4Unità d'Italia, la strada di collegamento tra Calestano e Fragno fu resa carrozzabilecite-ref-storia-del-territorio-di-calestano-val-baganza-19-8[19] e nel 1929 fu completata fino a mwbrmLanghirano.cite-ref-125[123] La località divenne in seguito nota per l'omonimo mwbrgtartufo nero, riconosciuto come mwbrkPAT.cite-ref-turismo-comune-parma-it-109-1[107] Nel centro abitato si conserva la mwbr4chiesa di San Pietro Apostolo.cite-ref-chiesa-di-san-pietro-apostolo-65-1[63]
Ravarano
Ravarano è una frazione di quasi 100 abitanti, situata 4,41mwbso km a sud-ovest di Calestano, a mezzacosta lungo la strada provinciale per mwbssBerceto.cite-ref-126[124] La sua storia è strettamente connessa a quella del suo mwbtacastello, innalzato agli inizi dell'mwbteXI secolo dal Comune di mwbtiParma a difesa dalle incursioni provenienti dalla mwbtmLunigiana.cite-ref-dall-aglio-802-127-0[125]cite-ref-il-castello-128-0[126] Acquistato nel 1214 dal marchese Pelavicino Pallavicino, appartenne quasi ininterrottamente ai suoi discendenti per oltre 450 anni; assegnato nel 1687 ai conti Boscoli, nel 1707 tornò alla Camera Ducale di Parma, che nel 1728 ne investì il conte Paolo Anguissola e infine nel 1744 il conte mwbtwBeltrame Cristiani; sua figlia Carlotta ne mantenne i diritti fino alla loro abolizione nel 1805, dopodiché Ravarano divenne frazione di Calestano.cite-ref-dall-pp-802-803-43-1[42]cite-ref-129[127] Ravarano è costituita da una serie di centri minori; i principali sono Villa, in cui è conservata la mwbuuchiesa di San Bartolomeo,cite-ref-chiesa-di-san-bartolomeo-82-1[80] e Castello, in cui ha sede l'mwbuoantico maniero, appartenente alla famiglia Nanni Fainardi;cite-ref-dall-aglio-802-127-1[125] in località Chiastra si trovano i mwbu8Salti del Diavolo, affioramenti di mwbvarocce sedimentarie che tagliano ortogonalmente la vallata.cite-ref-130[128]
Frazioni minori
Vallerano e Ramiano sorgono a monte di Marzolara, rispettivamente a 5,5mwbvg km dal capoluogo a un'altezza di 516mwbvk m s.l.m.cite-ref-131[129] e a 3,3mwbv4 km dal capoluogo a un'altezza di 545mwbv8 m s.l.m.cite-ref-132[130] Fondati in epoca medievale, i due borghi furono difesi per secoli dal mwbwqcastello di Marzolara, appartenente ai Fieschi dal XIII secolo al 1650, quando fu acquistato, insieme a Calestano, dal conte Camillo Tarasconi, i cui eredi ne mantennero i diritti fino alla loro abolizione nel 1805;cite-ref-dall-aglio-1090-66-1[64]cite-ref-capacchi-244-245-91-2[89]cite-ref-dall-aglio-631-632-119-1[117]cite-ref-133[131] i due piccoli centri abitati, situati lungo il percorso dell'antica strada a mezzacosta di collegamento tra mwbxuFelino e Calestano, si spopolarono a partire dagli inizi del XX secolo, quando fu tracciata la provinciale a fondovalle.cite-ref-rossi-7-47-1[46] A Vallerano si conserva la mwbxochiesa di San Giacomo Apostolo,cite-ref-chiesa-di-san-giacomo-apostolo-67-1[65] mentre a Ramiano si trova la mwbx8chiesa dei Santi Gervasio e Protaso.cite-ref-chiesa-dei-santi-gervaso-e-protaso-70-1[68]
Canesano sorge 3,3mwbyu km a sud del capoluogo, a un'altezza di 795mwbyy m s.l.m. su un piccolo altopiano nella valle del rio Spingone.cite-ref-134[132] Il territorio risultava abitato già in età preistorica,cite-ref-rossi-7-47-2[46] mentre il borgo fu fondato in epoca medievale, non lontano dal mwby8castello di Alpicella, che fu donato nel 1247 dal Comune di Parma al conte Alberto Fieschi;cite-ref-135[133] alienato nel 1650 dai suoi discendenti al conte Camillo Tarasconi, appartenne ai suoi eredi fino all'abolizione dei diritti feudali del 1805;cite-ref-dall-aglio-297-136-0[134] il piccolo centro abitato si spopolò a partire dagli inizi del XX secolo, quando fu tracciata la provinciale a fondovalle.cite-ref-rossi-7-47-3[46] Nella frazione si conservano la mwbzwchiesa dell'Annunciazione di Maria Verginecite-ref-chiesa-dell-annunciazione-di-maria-vergine-76-1[74] e il campanile della chiesa originaria;cite-ref-dall-aglio-297-136-1[134] ad Alpicella si trovano le rovine dell'oratorio di Sant'Agata,cite-ref-137[135] mentre non sopravvivono tracce dell'mwbakantico castello.cite-ref-capacchi-56-93-1[91]
Vigolone sorge infine presso uno sperone di roccia 2,81mwba8 km a sud del capoluogo, a un'altezza di 853mwbba m s.l.m.cite-ref-138[136] Il territorio risultava abitato già in età preistorica,cite-ref-rossi-7-47-4[46] mentre il borgo, fondato in epoca medievale, fu per secoli difeso da un mwbbkcastello, donato nel 1247 dal Comune di Parma al conte Alberto Fieschi; alienato nel 1650 dai suoi discendenti al conte Camillo Tarasconi, appartenne ai suoi eredi fino all'abolizione dei diritti feudali del 1805;cite-ref-139[137] il piccolo centro abitato si spopolò a partire dagli inizi del XX secolo, quando fu tracciata la provinciale a fondovalle.cite-ref-rossi-7-47-5[46] Nella frazione si conservano la mwbcichiesa di San Giovanni Battistacite-ref-chiesa-di-san-giovanni-battista-79-1[77] e pochi ruderi del mwbcccastello seminascosti dalla boscaglia.cite-ref-140[138]
Economia
Dal punto di vista economico, il settore agricolo rimane prioritario, con la diffusa coltivazione soprattutto di mwbc4cereali e i numerosi allevamenti di mwbc8bovini, mwbdasuini e mwbdeavicoli. Connesse a questi ultimi sono le aziende alimentari, principalmente del settore lattiero-caseario, ma non mancano anche alcune industrie dei comparti edile e metalmeccanico. Per quanto riguarda infine il settore terziario, hanno sede nel capoluogo tutti i principali servizi di base, oltre a varie attività commerciali e ricettive.cite-ref-141[139]
Infrastrutture e trasporti
Il capoluogo è attraversato dalla strada provinciale 15, che, costruita agli inizi del XX secolo lungo il fondovalle della Val Baganza, oltrepassa anche le frazioni di Marzolara a nord-est e Ravarano a sud-ovest.cite-ref-rossi-7-47-6[46]cite-ref-142[140] Il centro abitato è inoltre unito a mwbeaLanghirano e a mwbeeFornovo di Taro rispettivamente dalle strade provinciali 61 e 39, costruite a partire dal 1915 per consentire un collegamento diretto con la mwbeival Parma e la mwbemval Taro.cite-ref-dall-aglio-291-49-1[48]cite-ref-143[141]
Tra il 1910 e il 1954 la frazione di mwbe0Marzolara fu capolinea di mwbe4una tranvia per Parma.cite-ref-storia-del-territorio-di-calestano-val-baganza-19-9[19]cite-ref-l-epopea-del-tram-a-parma-48-2[47]
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
Sindaci eletti dal Consiglio comunale
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1945 | 1946 | Rodolfo Fainardi | | Sindaco | [ 142 ] |
| 1946 | 1955 | Giovanni Calzolari | | Sindaco | [ 142 ] |
| 1955 | 1960 | Pasquale Abelli | | Sindaco | [ 142 ] |
| 1960 | 1970 | Francesco Illari | | Sindaco | [ 142 ] |
| 1970 | 1975 | Tiziano Del Sante | | Sindaco | [ 142 ] |
| 1975 | 1990 | Federico Gennari | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 142 ] |
| 1990 | 1996 | Mario Bertani | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 142 ] |
Sindaci eletti direttamente dai cittadini
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Luigi Pini | centro-sinistra | Sindaco | [ 143 ] |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Filippo Abelli | lista civica | Sindaco | [ 143 ] |
| 14 giugno 2004 | 8 giugno 2009 | Filippo Abelli | lista civica | Sindaco | [ 143 ] |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Mariagrazia Conciatori | lista civica | Sindaco | [ 143 ] |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Francesco Peschiera | lista civica : "Calestano volta pagina" | Sindaco | [ 143 ] |
| 27 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Francesco Peschiera | lista civica : "Calestano volta pagina" | Sindaco | [ 143 ] |
| 9 giugno 2024 | in carica | Enzo Magri | lista civica : "Uniti per cambiare Calestano" | Sindaco | [ 143 ] |
Sport
Note
Esplicative
cite-note-22N 1. ↑ Secondo lo storico Federico Federici, Calestano, Vigolone e le terre dei dintorni rientravano nei domini fliscani già dalla fine del mwbkyXII secolo, mentre altri studiosi sono concordi nel ritenere che la cessione della zona fosse avvenuta nel 1249, in segno di riconoscimento per l'aiuto fornito da Alberto Fieschi l'anno precedente nella mwbkcbattaglia di Parma, contro l'mwbkgimperatore del Sacro Romano Impero mwbkkFederico II di Svevia. Vedi mwbkomwbksCapacchi, 1979,mwbkw p. 53.
cite-note-51N 2. ↑ Mehemed Reknitzer morì ad mwblaAuschwitz il 6 febbraio 1944, mentre sopravvissero gli altri: la cognata Melania Bermann Reknitzer (deportata a mwbleBergen-Belsen) e i suoi due figli, Adolfo (deportato a mwbliBuchenwald) e Carlotta (deportata a mwblmRavensbrück). Vedi mwblqmwblumwblyReknitzer, famiglia, su mwblcpietredinciampoparma.it. mwblgURL consultato il 20 gennaio 2026..
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.calestano.pr.it.
• citerefsapere-itCalestano, su sapere.it, De Agostini.